Per un linguaggio rispettoso delle differenze di genere e per una scorrevolezza di lettura,
alternerò l’uso del maschile e femminile nel riferirmi ai pazienti.
Qual è la differenza tra lo psicologo, lo psicoterapeuta, lo psichiatra e il coach / counselor?
- Per esercitare lo psicologo deve conseguire la laurea magistrale in Psicologia, ottenere il diploma per l’abilitazione e iscriversi all’Ordine degli psicologi.
Lo psicologo promuove e mantiene il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità.
Gli ambiti di applicazione sono diversi: Lo psicologo clinico, per esempio, si occupa di valutare il problema esistente, i fattori di rischio, le risorse personali del paziente e propone interventi di prevenzione, trattamento del disturbo, riabilitazione e di potenziamento.
- Per diventare psicoterapeuti si deve frequentare una scuola della durata di 4 anni che sia riconosciuta dal MIUR. Questa scuola è accessibile solo da psicologi o medici.
A partire dal terzo anno, lo specializzando può esercitare la psicoterapia purché supervisionato.
- Lo psichiatra è un medico, abilitato e iscritto all’Ordine dei medici e specializzato in psichiatria.
Si occupa delle patologie psichiatriche utilizzando la terapia farmacologica. Lo psichiatra talvolta può effettuare trattamenti psicoterapici.
In alcuni casi, psicologo e psichiatra collaborano per portare avanti interventi congiunti.
- Il “coach / counselor” in italia è una persona che svolge una professione non regolamentata, infatti non si deve attenere ad un codice deontologico e non esiste un albo dei counselor.
Chiunque può improvvisarsi tale, poiché non è necessario aver effettuato alcun tipo di percorso formativo. Per questi motivi, il counselor non può diagnosticare ed effettuare interventi sul disagio psicologico.
Può invece definirsi counselor lo psicologo stesso: infatti, l’attività di counseling può essere esercitata solamente dallo psicologo, come da delibera del dicembre 2018 del Ministero della Salute. Quando ci si rivolge ad un professionista, conviene quindi verificare in virtù di quale preparazione si definisca “counselor”.
Per farlo è sufficiente cercare su internet a quale Ordine professionale appartiene e andare verificare il suo numero di matricola.
Quello che racconto alla psicologa resta tra noi?
Si. Gli psicologi hanno l’obbligo del segreto professionale.
Durante la seduta trovi uno spazio privato, non giudicante in cui poter essere ascoltato, compreso ed accolto.
Funziona la terapia online?
Si, la terapia online è efficace come quella tradizionale in presenza.
In alcuni paesi è molto usata da diversi anni e si è diffusa maggiormente durante la pandemia anche in Italia. A tal proposito, la terapia online in questo periodo facilita anche lo scambio comunicativo non verbale poiché non è necessario l’uso della mascherina.
La terapia online presenta numerosi risvolti pratici come il risparmio di tempo negli spostamenti, la possibilità di essere seguiti anche quando si viaggia molto per motivi di studio/lavoro, o al contrario, quando si ha difficoltà negli spostamenti e quando, semplicemente, si vuole godere dei vantaggi della tecnologia. Il setting della terapia online ha il potere di essere flessibile e informale e di adattarsi alle tue esigenze: puoi liberamente collegarti dal divano di casa mentre sorseggi il tuo tè, dall’ufficio prima di tornare a casa, dalla macchina o da qualsiasi posto tu voglia, purché sia garantita la tua privacy.
Qui posso trovare un servizio di terapia di coppia?
Attualmente non lavoro con le coppie. Può capitare in alcune situazioni, tuttavia, che il partner possa essere chiamato a partecipare, se questo può essere confortante per te.
In alcuni casi la terapia individuale può essere affiancata ad una terapia di coppia e posso cercare un terapeuta che se ne occupi.
Una persona cara ha bisogno di un aiuto psicologico ma non vuole farsi aiutare.
Cosa posso fare?
Può succedere che una persona più vicina abbia un problema psicologico ma non voglia essere aiutata o non lo percepisca come un problema.
Questo può avere ripercussioni dirette sulla salute mentale del partner, familiari e amici e può farli sentire impotenti nell’aiutarla.
Qualunque sia il motivo per cui questa persona scelga di non andare dallo psicologo, anche portandocela, non otterrebbe grandi risultati se non personalmente motivata.
Nonostante questo, le persone che risentono collateralmente del problema all’interno di questa relazione, possono utilizzare la propria motivazione per prendersi cura di se stesse. Possono, infatti, trovare un proprio spazio in cui rielaborare il disagio che avvertono e scoprire nuove modalità per mettersi in relazione con la sofferenza altrui e, a loro volta, aiutare l’altro.
Se vado dallo psicologo posso sviluppare una dipendenza nei suoi confronti?
No, al contrario, all’interno del percorso psicologico puoi apprendere molto del tuo funzionamento e potenziare le proprie risorse per fronteggiare altri periodi difficili della vita.
Se presenti proprio un problema di dipendenza dalle persone, questo tema è un ottimo punto di partenza per un percorso di cura per te stessa.
Come faccio a sapere se sto bene con la mia psicologa?
Avere una buona alleanza terapeutica è importantissimo per il successo della terapia.
Solitamente è durante le prime sedute che ci si rende conto di essere “compatibili”.
E’ naturale provare momenti di disagio e imbarazzo all’inizio della relazione terapeutica, questi momenti possono essere controbilanciati da maggiori sensazioni di comfort, fiducia che si costruiscono all’interno della relazione stessa.
Se senti di non trovarti bene, va bene anche questo: sarò contenta di cercare qualche altro professionista che possa aiutarti, se lo vorrai.
Come faccio a capire se la psicoterapia sta funzionando?
I primi risultati si percepiscono dopo che si è consolidata una buona relazione terapeutica e questo avviene in un tempo molto soggettivo.
La terapia sta funzionando quando senti che parlare con me ti fa sentire accolta, quando puoi rielaborare i tuoi vissuti, diventare più consapevole e cambiare la narrazione che fai su te stessa.
Man mano, riconosci le tue vulnerabilità ed inizi ad utilizzare le tue risorse in modo efficace.
L’andamento non è mai lineare, anzi, ci sono dei momenti in cui può sembrare di essere fermi, ciò non toglie che vi sia un lavoro introspettivo continuo.
Quando raggiungerai gli obiettivi stabiliti insieme, arriveremo al naturale termine della terapia. Poiché la vita è imprevedibile, sei libera di intraprendere nuovi percorsi psicologici ogni volta che ne sentirai il bisogno.
Se invece, valutiamo insieme, confrontandoci, che non vi sia un beneficio dalla terapia con me, consideriamo di interrompere il trattamento.
Se richiesto, è mia premura aiutare i miei pazienti a cercare altri riferimenti per diversi trattamenti con altri professionisti.
Può partecipare alla seduta anche il mio cane/gatto/criceto/canarino alle sedute online?
Certo che si!

