
L’ansia di per sé è una reazione emotiva che anticipa un pericolo o una minaccia e prepara il nostro corpo ad affrontarlo. L’ansia quindi è una risposta naturale allo stress. Spesso viene confusa con la paura, che invece è una reazione emotiva ad un pericolo concreto.
L’ansia solitamente gioca un ruolo adattivo e si presenta in quelle situazioni che costituiscono per noi anche delle opportunità, proprio per rimandarci il loro valore soggettivo e renderci ancora più performanti nell’affrontarle.
L’ansia quindi è spesso collegata all’incertezza, al futuro, a quel che potrebbe accadere e per questo è molto indefinita: di fatto, qualsiasi cosa potrebbe accadere.
Quando l’ansia diventa eccessiva e interferisce nella tua vita per periodi lunghi di tempo, allora costituisce un problema. L’ansia genera dei cicli viziosi, dove generalmente si cerca di controllare tutto ciò che è in nostro potere o di evitare ogni possibile fattore ansiogeno.
L’ipercontrollo porta a diversi disturbi psicologici tra cui il disturbo di ansia da separazione (SAD), fobie specifiche, attacchi di panico, agorafobia, disturbo da stress post traumatico (PTSD), disturbo d’ansia generalizzata, disturbo ossessivo compulsivo (OCD), tricotillomania.
L’evitamento spesso porta a perdere quelle opportunità di crescita e nel lungo termine alla depressione.
L’ansia eccessiva si può manifestare sotto agitazione, irrequietezza, disturbi della concentrazione, tachicardia, sudorazione, respiro affannato, disturbi gastrointestinali, irritabilità, tensione muscolare, disturbi del sonno.
Nel trattamento dell’ansia si possono usare interventi top-down, che promuovono una buona consapevolezza del proprio funzionamento, combinati ad interventi bottom-up, che aiutano il paziente ad imparare ad autoregolare il proprio sistema nervoso autonomo, ottenendo benefici direttamente sul sintomo. Questi tipi di interventi disinnescano il circolo vizioso agendo simultaneamente a livello cognitivo, emotivo e corporeo.

