
Il trauma si verifica ogni volta che ci troviamo in una situazione di stress estremo che ha un alto impatto emotivo, cognitivo, fisico e relazionale.
Tale situazione può essere facilmente riconoscibile come quando viene messa a rischio la propria incolumità (per es. incidenti stradali, disastri naturali, guerra, aggressioni fisiche…) oppure può essere frutto di abusi (emotivi o sessuali, risalenti al background familiare, scolastico, di lavoro, relazioni di coppia…) di perdite importanti (lutti, abbandoni, divorzi, perdita dell’abitazione…).
Può costituire un trauma anche ciò che non accade direttamente in prima persona ma che viene trasmesso da persone a vicine (mediato) o quando se ne è stati testimoni diretti (vicario).
Il trauma, se non superato, può dar luogo a: disturbo da stress post-traumatico (PTSD), disturbi dell’adattamento, disturbo reattivo dell’attaccamento e può essere alla base di alcuni disturbi della personalità e di disturbi dell’alimentazione.
Il trauma si presenta come una ferita nella coscienza che modifica il proprio modo di percepirsi e di leggere la realtà.
“Le vite di alcune persone sembrano fluire come in un racconto; la mia ha avuto molte fermate e ripartenze. Questo è ciò che fa il trauma. Interrompe la trama… semplicemente accade e, dopo, la vita va avanti. Nessuno ti prepara a questo.”
Jessica Stern, Denial: A Memoir of Terror
Il mio lavoro sul trauma passa dalla stabilizzazione e dalla creazione di un posto sicuro e protetto, un momento in cui il paziente può familiarizzare con le proprie modalità di regolazione dell’attivazione psicofisiologica e nel quale possiamo definire le sue esperienze traumatiche per comprenderle profondamente.
Uno degli obiettivi di questa fase è determinare le strategie di coping più adatte e delle abitudini quotidiane per prendersi cura di sé, elaborare ed esprimere le proprie emozioni in modo sano e riconoscere i “trigger”, fattori scatenanti, per trasformare le reazioni dannose in risposte più funzionali.
Successivamente, quando il paziente può elaborare l’esperienza dolorosa, affrontiamo il ricordo del trauma e spezziamo quei processi inconsapevoli che si ripercuotono nel presente. E’ una fase delicata che consente al paziente di soffrire e piangere per le sue perdite sentendosi comunque accolto e contenuto all’interno di questo posto sicuro che abbiamo predisposto.
Infine, si passa ad un’integrazione, un momento in cui il paziente ricuce la propria identità al proprio presente, questa volta svincolata dal dolore.

